Milano (giovedì, 15 gennaio 2026) – L’inchiesta sul tentato omicidio consumato il 26 marzo 2025 nel cuore di Milano segna una svolta decisiva. La Polizia di Stato ha stretto il cerchio attorno alla struttura logistica che ha supportato l’attacco ai danni di un imprenditore cinese, portando all’arresto dei presunti facilitatori dell’azione.
di Maria Chiara Bagnato
Se nel giugno scorso la Squadra Mobile aveva già assicurato alla giustizia gli esecutori materiali, le ultime attività coordinate dalla Procura della Repubblica hanno permesso di smascherare i ruoli di supporto, confermando la natura di un crimine pianificato nei minimi dettagli e condotto su commissione.
Le indagini hanno fatto luce sulla figura dell’autista, un cittadino cinese intercettato e arrestato a Prato il 7 gennaio scorso. L’uomo era stato assoldato per garantire una via di fuga immediata verso la Toscana subito dopo l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco. Parallelamente, gli inquirenti sono sulle tracce di un altro individuo, attualmente irreperibile, sospettato di essere la mente dietro il reclutamento dei sicari. Il quadro delineato dagli investigatori rivela un’operazione criminale spietata: la vittima è stata pedinata per ore prima di essere assalita sotto casa, riuscendo a sopravvivere solo grazie a una fuga disperata dopo essere stata colpita in modo non letale.
A incastrare i sospettati è stato l’uso combinato della tecnologia: l’analisi dei filmati della videosorveglianza urbana incrociata con il tracciamento delle tracce elettroniche dei dispositivi mobili ha permesso di ricostruire ogni spostamento del gruppo. Questi riscontri hanno provato che l’agguato non è stato un gesto isolato, ma un piano retribuito con ingenti somme di denaro. Nonostante la solidità del quadro accusatorio, le autorità precisano che ci si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, in attesa di un accertamento definitivo delle responsabilità nelle sedi giudiziarie preposte.
Last modified: Gennaio 17, 2026

