Milano (lunedì, 28 luglio 2025) — Sta facendo discutere la nuova proposta di legge presentata al Parlamento della Regione Lombardia, pensata per regolamentare alcune categorie di cani ritenuti “difficili”. Secondo i Garanti per la tutela degli animali del Comune di Milano, il provvedimento è tecnicamente debole, culturalmente arretrato ed eticamente discutibile.
di Maria Chiara Bagnato
Al centro della contestazione, l’introduzione del collare a strozzo, strumento già in via di eliminazione in molti Paesi europei, e l’idea di imporre obblighi solo ai cani meticci, escludendo quelli di razza. Un approccio giudicato arbitrario, che sembra suggerire che il pedigree possa garantire, da solo, il buon comportamento dell’animale o la responsabilità del proprietario.
“Il testo non valorizza la formazione né per i cani né per le persone – spiega Paola Fossati, Garante per la tutela degli animali –. Prevede un semplice test di obbedienza, che non è una valutazione comportamentale, e non chiarisce cosa accada se il cane non supera il test. Si parla genericamente di sequestro, senza offrire alternative concrete, col rischio che molti animali finiscano nei canili.”
Il provvedimento, secondo Fossati, tratta la relazione uomo-animale come un problema di ordine pubblico, anziché promuovere una convivenza equilibrata attraverso strumenti educativi e preventivi.
Anche il secondo Garante milanese, Gustavo Gandini, esprime forti perplessità. “L’approccio corretto – osserva – sarebbe quello adottato da tempo in diversi Paesi europei, ovvero vietare riproduzione e possesso di razze selezionate per caratteristiche come aggressività e potenza del morso. Sono cani che solo professionisti qualificati dovrebbero gestire, non cittadini comuni con un semplice corso alle spalle.”
I Garanti evidenziano come la proposta lombarda rischi di colpire i soggetti più fragili, ignorando le reali dinamiche del comportamento animale e non investendo sulla prevenzione, che passa invece dalla formazione, dal supporto alle famiglie e dalla promozione del benessere animale.
Secondo Milano, una legge efficace dovrebbe partire dal rafforzamento della relazione uomo-animale, evitando strumenti coercitivi e semplificazioni pericolose. “Etichettare un cane come pericoloso solo perché meticcio o prevedere il sequestro senza alternative – concludono i Garanti – è una scelta miope e controproducente”.
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