Rho (martedì, 29 luglio 2025) — Chi riceverà la bolletta della TARI a partire da settembre 2025 troverà una novità: un aumento di 6 euro, oltre IVA, introdotto per finanziare il nuovo Bonus sociale sulla tariffa rifiuti. Il provvedimento, voluto dal Governo Meloni con il DPCM del 21 gennaio 2025 n. 24, entrerà in vigore da marzo e punta a sostenere economicamente le famiglie più in difficoltà.
di Maria Chiara Bagnato
Lo sconto previsto è del 25% sull’importo della TARI e sarà applicato in modo automatico a chi rientra in due specifiche fasce di reddito: nuclei con ISEE fino a 9.530 euro e famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico, che non superino i 20.000 euro di ISEE.
Per ottenere lo sconto non sarà necessario presentare alcuna domanda né trasmettere documenti. Saranno direttamente gli enti preposti, grazie all’accesso alle banche dati, a riconoscere il diritto all’agevolazione. Gli uffici di A.Se.R, l’ente incaricato della gestione delle utenze locali, non accetteranno né tratterranno certificazioni ISEE eventualmente inviate, che verranno restituite al mittente.
La nuova voce in bolletta prende il nome di UR3, una componente perequativa nazionale introdotta da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con la delibera 133/2025. L’importo sarà uguale per tutti: sei euro per ogni utenza, visibili a partire da settembre. L’intera somma raccolta sarà versata da A.Se.R alla CSEA, la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, che gestirà il fondo per le agevolazioni. Per chi ha scelto la fatturazione annuale, l’importo verrà invece addebitato a gennaio 2026, assieme a quello dell’anno di riferimento.
L’assessore ai Tributi, Nicola Violante, intervenuto durante la Commissione Conti del 28 luglio, ha spiegato la scelta come un atto di solidarietà richiesto a tutti i cittadini. “Ogni utente si troverà un aumento da affrontare, quei fondi andranno a beneficio di chi si trova maggiormente in difficoltà. Ci adeguiamo alla decisione del Governo, che ha definito un bonus senza avere già in cassa risorse per concederlo alle famiglie meno abbienti e chiedendo uno sforzo in più agli altri cittadini.”
La misura, pensata per essere inclusiva, porta però con sé un elemento divisivo. Se da un lato intende sostenere le fasce più deboli della popolazione, dall’altro impone un contributo a carico di tutta l’utenza, compresi coloro che – pur non rientrando nei parametri ISEE – si trovano comunque in condizioni economiche non agiate. Un equilibrio delicato, tra sostegno sociale e sostenibilità collettiva, che inevitabilmente alimenterà il dibattito nei prossimi mesi.
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