Rho — Un momento di ricordo e riflessione ha riunito lo scorso 28 ottobre l’Amministrazione comunale di Rho e le famiglie degli Internati Militari Italiani (IMI). L’incontro, organizzato da Paola Cupetti dell’Ufficio Cerimoniale, ha visto la partecipazione del Sindaco Andrea Orlandi e del Vicesindaco Maria Rita Vergani, insieme ai rappresentanti di ANPI Rho e ANED Milano.
di Maria Chiara Bagnato
L’iniziativa ha permesso ai familiari di raccontare le esperienze dei propri cari, deportati dopo l’8 settembre 1943 per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Tra i presenti, i parenti di Alfonso Maesani, Giovanni Rimoldi, Mario Carnovali e Eugenio Colombo, che hanno condiviso episodi di prigionia, trasferimenti forzati e lavoro coatto nei campi in Germania, Austria, Francia e Balcani.
«Al ritorno dalla prigionia nessuno li ha accolti ufficialmente – ha raccontato Dario Maesani, figlio di Alfonso –. Oggi il Comune riconosce il loro sacrificio e li riporta nella memoria della comunità». Storie di silenzio e coraggio accomunano tutti i presenti, testimoniando le difficoltà affrontate dai reduci al termine della guerra.
Durante l’incontro sono state consegnate copie dell’opuscolo sugli IMI rhodensi, curato da Mario Anzani, che raccoglie 50 biografie locali e il Diario di Dante Restelli. L’opuscolo verrà aggiornato annualmente con nuovi nomi.
L’iniziativa punta anche a sensibilizzare le nuove generazioni: Carmen Meloni ha spiegato che gli studenti mostrano grande interesse per storie non riportate nei libri scolastici, e che raccontarle è fondamentale per mantenere viva la memoria.
Il Sindaco Orlandi ha concluso sottolineando l’importanza dell’iniziativa: «La memoria aiuta a comprendere l’orrore del passato e a difendere l’umanità. Le storie dei vostri cari vivono ora attraverso figli e nipoti».
Last modified: Novembre 12, 2025

