Milano (martedì, 28 aprile 2026) – Un’indagine sotto copertura durata due anni per smantellare un circuito internazionale di distribuzione di materiale pedopornografico. Gli specialisti del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) della Polizia di Stato hanno concluso una complessa operazione transnazionale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha portato all’arresto in flagranza di tre persone e alla denuncia a piede libero di altri sei indagati.
di Maria Chiara Bagnato
L’inchiesta, avviata nel 2024, ha svelato uno scenario inquietante. Monitorando i canali di scambio, gli agenti infiltrati hanno individuato la circolazione di contenuti multimediali che documentavano abusi su vittime in tenerissima età. Tra i file sequestrati sono emersi anche materiali realizzati attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, una delle nuove e più insidiose frontiere del crimine informatico. Fondamentale per il successo dell’attività è stata la stretta cooperazione con il Federal Bureau of Investigation (FBI), che ha fornito dati cruciali per identificare i nodi della rete.
Il blitz è scattato simultaneamente in nove città italiane, coordinato sul territorio dai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) con l’impiego di circa cinquanta operatori specializzati. Le perquisizioni informatiche e domiciliari hanno fatto scattare le manette per un settantenne con precedenti specifici nella provincia di Belluno, un uomo di 63 anni nel mantovano e un ventottenne nel comasco, tutti trovati in possesso di migliaia di file illeciti. Altri sei soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria nelle province di Bari, Oristano, Massa, Firenze, Lecco e Frosinone. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da ritenersi innocenti sino a sentenza definitiva.
Last modified: Maggio 20, 2026

