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“Vito e gli altri”: memoria ai 368 morti del naufragio di Lampedusa

Rho (martedì, 6 maggio 2025) — Abit, Delina Mehàri, Bereket Kidane, Azieb Alem Menameno e altri 364 nomi: sono le vittime della strage del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Quella notte, Vito Fiorino e altre sette persone riuscirono a salvare 47 vite, ma non poterono impedire una delle più gravi tragedie del Mediterraneo.

di Maria Chiara Bagnato

A più di dieci anni da quel naufragio, il Comune di Rho ricorda quei nomi con la mostra “Vito e gli altri”, inaugurata questa mattina nell’atrio del Municipio. L’iniziativa rende pubblici i nomi delle vittime, frutto del lavoro di ricerca portato avanti da alcuni sopravvissuti insieme a Vito Fiorino, riconosciuto come Giusto tra le Nazioni e già ricordato nel Giardino dei Giusti di Rho.

La mostra è stata ideata e curata dalla professoressa Nicoletta Sala e sarà visitabile fino al 16 maggio negli orari di apertura del Municipio. L’iniziativa ha visto il contributo dell’Ufficio Cerimoniale del Comune di Rho, guidato da Paola Cupetti, dell’assessorato alla Cultura con l’assessora Valentina Giro, e dell’assessorato alla Scuola, coordinato da Paolo Bianchi.

Le scuole coinvolte nel progetto “Vito e gli altri” sono le primarie Marconi, Salvo D’Acquisto e Anna Frank e le secondarie di primo grado Bonecchi, Manzoni, Tommaso Grossi, Franceschini, oltre agli istituti Paolo VI, San Carlo e San Michele. Ogni studentessa e ogni studente ha scritto, con linguaggi e forme diverse, uno dei 368 nomi delle persone che non ce l’hanno fatta.

All’inaugurazione erano presenti la 1ª C della secondaria di primo grado San Carlo e la 2ª F della scuola De André, accompagnate dai rispettivi insegnanti.

Durante l’incontro, Vito Fiorino ha condiviso la sua testimonianza: “Rho mi regala sempre emozioni, è importante questo dialogo creato con gli studenti” – ha detto, soffermandosi a lungo a parlare con i ragazzi – “È importante coinvolgervi e farvi incontrare chi ha vissuto questa esperienza, avete un bell’impegno di testimonianza davanti a voi, da affrontare con determinazione e responsabilità. Io ho solo allungato le mie braccia per salvare vite umane mentre altri restavano indifferenti, per cinque anni non ne ho parlato con nessuno, poi ho sentito l’urgenza di raccontare”.

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Tag: , , , , , , Last modified: Maggio 6, 2025
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