Milano — Il Garante del Verde, del Suolo e degli Alberi del Comune di Milano invita l’Amministrazione a valutare, in vista del Bilancio Previsionale 2026, la possibilità di includere in modo strutturato le aree verdi comunali nei documenti contabili dell’ente, sia nella parte patrimoniale sia in quella corrente.
di Maria Chiara Bagnato
Oggi immobili, infrastrutture e servizi pubblici sono censiti con precisione, ma il patrimonio naturale resta fuori da tali valutazioni. Considerare il verde urbano come un’infrastruttura essenziale permetterebbe di riconoscerne il valore economico, ambientale e sociale, con benefici diretti sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini.
Milano dispone di un ampio patrimonio vegetale – parchi, giardini, alberature e aiuole – che contribuisce alla riduzione dell’inquinamento, alla mitigazione delle isole di calore, al miglioramento del microclima e alla valorizzazione del paesaggio urbano.
Il Garante propone due linee d’azione: nel bilancio patrimoniale, contabilizzare il valore dei terreni e delle alberature pubbliche secondo criteri tecnici già adottati, come il metodo ornamentale “svizzero”; nel bilancio corrente, considerare i costi di gestione accanto ai benefici dei servizi ecosistemici, tra cui l’assorbimento della CO₂, i vantaggi sanitari e l’incremento del valore immobiliare.
L’iniziativa si inserisce nel quadro europeo della nuova Direttiva sul monitoraggio dei suoli, approvata il 23 ottobre 2025, che richiama l’importanza di una gestione più consapevole del capitale naturale. Il Garante intende approfondirne le implicazioni per rafforzare la tutela del suolo milanese.
Last modified: Ottobre 29, 2025

