Milano (martedì, 21 aprile 2026) – Un passaporto svizzero, un biglietto ferroviario Lugano-Milano e, al polso, un orologio da 40mila euro. Elementi sufficienti per trasformare un normale viaggio di un trentaquattrenne in una trappola tesa da truffatori professionisti. La Polizia di Stato ha sgominato una banda di giovanissimi – tre egiziani e un marocchino tra i 19 e i 21 anni – con l’accusa di rapina aggravata in concorso.
di Maria Chiara Bagnato
L’aggressione risale alla notte del 25 gennaio 2026. Secondo la ricostruzione degli uomini della Squadra Mobile, la vittima sarebbe stata “agganciata” già a bordo del treno. I complici lo avrebbero pedinato a vista fin dentro la Stazione Centrale, attendendo il momento propizio per entrare in azione nella vicina via Vittor Pisani. Lì lo hanno accerchiato, aggredito e privato del prezioso cronografo, prima di disperdersi tra i vicoli della movida.
A tradire i malviventi è stata la scia digitale lasciata dietro di sé. Gli investigatori della sezione “Antirapine” hanno isolato i volti dei sospettati analizzando i frame della videosorveglianza dello scalo ferroviario e cittadino, per poi incrociarli con l’attività antropometrica e il monitoraggio costante dei loro profili social.
A due dei dei tre giovani accusati il provvedimento è stato notificato direttamente nelle celle di San Vittore, dove si trovavano già reclusi per colpi identici. Il terzo, invece, è stato intercettato in Piazza Selinunte, fortino dello spaccio e del disagio giovanile, mentre l’ultimo complice è attualmente ricercato. Al momento sono in corso le indagini preliminari.
Last modified: Maggio 20, 2026

