Milano (giovedì, 18 settembre 2025) — Resta avvolta nel mistero la morte di Maurizio Rebuzzini, critico fotografico milanese di 74 anni, trovato in condizioni critiche mercoledì sera nel suo laboratorio di via Zuretti. A scoprire l’uomo esanime è stato il figlio Filippo, che ha subito allertato i soccorritori. Nonostante il tempestivo intervento dell’ambulanza, Rebuzzini è deceduto poco dopo il suo arrivo all’ospedale Fatebenefratelli.
di Maria Chiara Bagnato
Il figlio esclude l’ipotesi di un’aggressione, sottolineando che il padre era molto amato e rispettato. Tuttavia, la presenza di ecchimosi sul collo, compatibili con un possibile strozzamento, ha spinto la polizia a intervenire. Gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica hanno effettuato i rilievi nel laboratorio, dove la porta era aperta e nulla sembrava essere stato asportato. Il cellulare e del denaro sono stati ritrovati sul posto, rendendo improbabile il movente di una rapina.
Rebuzzini era una figura di spicco nel panorama fotografico italiano, noto come critico, editore e docente universitario. Fondatore della rivista FOTOgrafia, aveva collaborato con molti fotografi di fama nazionale. Era stato docente all’Università Cattolica di Milano e tra gli animatori dell’associazione Obiettivo Camera.
Nel quartiere di via Zuretti, Rebuzzini è ricordato come una persona colta ed estremamente amichevole. Alcuni riferiscono di aver udito urla quella sera, probabilmente richieste di aiuto.
Il pubblico ministero Maria Cristina Ria ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e i tabulati telefonici per ricostruire l’accaduto.
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