Esteri (domenica, 13 luglio 2025) — Jannik Sinner ha scritto una delle pagine più straordinarie dello sport italiano: ha vinto Wimbledon, il torneo più iconico e prestigioso del tennis mondiale. Un’impresa storica, che nessun italiano era mai riuscito a compiere nei 148 anni di storia del torneo. Un traguardo che, fino a pochi anni fa, sembrava irraggiungibile per il movimento azzurro.
di Maria Chiara Bagnato
Ci era andato vicino Matteo Berrettini, finalista nel 2021 contro Novak Djokovic, ma il destino di rompere il tabù era tutto nelle mani di Jannik Sinner. E lui, a 23 anni appena, ha mantenuto la promessa scrivendo un capitolo epocale del tennis tricolore.
Con questa vittoria, Sinner aggiunge il trofeo più ambito a una bacheca già impressionante: numero 1 al mondo, tre titoli Slam (due Australian Open e uno Us Open), due Coppa Davis, una ATP Finals. Ma, come ha dimostrato ieri, niente è come Wimbledon. Vincere sull’erba sacra di Londra significa entrare nella leggenda.
A rendere il trionfo di Sinner ancora più iconico è il nome dell’avversario: Carlos Alcaraz, il rivale per eccellenza. Una sfida carica di significati, che va oltre la finale: Sinner arrivava da cinque sconfitte consecutive contro lo spagnolo, inclusi i dolorosi match point sprecati al Roland Garros. La vittoria di Jannik Sinner ha avuto dunque anche il sapore della riscossa personale. Il punteggio – 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 – racconta di una partita dominata dal secondo set in poi, in cui l’azzurro ha mostrato il meglio del suo tennis.
Se il primo set è stato segnato dalla tensione e da un servizio impreciso, Sinner ha poi alzato il livello in modo netto. La chiave del match è stata la capacità di non far mai accendere il famoso “momento Alcaraz”, quello in cui lo spagnolo diventa ingiocabile. Sinner ha scelto di comandare sempre lo scambio, anche a costo di rischiare: ha chiuso con 40 errori non forzati e 40 vincenti, sintomo di una volontà chiara di dominare il gioco.
Il punto di svolta è arrivato nel game decisivo del secondo set, vinto con una serie di scambi spettacolari, in stile Alcaraz. Da lì, lo spagnolo è apparso frastornato, fino a confessare al suo angolo di sentirsi impotente. Una sensazione inedita per lui, confermata nel quarto set, dove Sinner ha ritrovato anche il servizio vincente (ben 8 ace negli ultimi due set).
Il gioco finale è stato un manifesto del suo tennis: niente fronzoli, solo sostanza. In quei tre match point, Sinner ha mostrato chi è davvero — lucido, spietato, essenziale. Lo accusano spesso di essere troppo freddo, di non esaltare il pubblico con gesti teatrali. Ma è proprio quella calma chirurgica che gli ha permesso di arrivare fin qui. Proprio quando qualcuno iniziava a mettere in discussione la sua tenuta, lui ha risposto nel modo più netto possibile: vincendo Wimbledon.
Con questa memorabile vittoria, Jannik Sinner non solo entra nella storia, ma cambia la storia del tennis italiano. Il ragazzo di San Candido ha trasformato un sogno impossibile in realtà. E oggi, a 23 anni, guarda già al futuro come un campione destinato a durare.
Tag: Carlos Alcaraz, jannik sinner, jannik sinner wimbledon, Naviglio News, sinner, Sport notizie, vittoria sinner, wimbledon Last modified: Luglio 14, 2025

