Milano (giovedì, 22 ottobre 2026) – Ci sono notti magiche in cui San Siro si trasforma in un’onda che travolge tutto, e quella tra Inter e Shakhtar Donetsk è stata una di queste. Una partita mai scontata, sbloccata nel momento più difficile: con un uomo in meno.
di Maria Chiara Bagnato
Il primo tempo è un lungo studio reciproco. Gli ucraini di Arda Turan palleggiano con qualità, mettono in difficoltà i nerazzurri con le posizioni mobili di Marlon Gomes e la velocità sugli esterni di Alisson Santana e Mendoza. L’Inter prova ad affondare sugli errori avversari — ci provano Thuram, Calhanoglu e Bonny — ma è Josep Martinez a salvare tutto in chiusura di frazione, volando sul colpo di testa di Bondar.
Nella ripresa la musica non cambia, finché Cristian Chivu non rimescola le carte con gli ingressi di Diouf, Zielinski e Bisseck. Lo stadio si accende, ma proprio nel momento migliore arriva la doccia fredda: Bastoni viene espulso per doppio giallo al 68′. Sembra il momento di spegnere la luce. Invece no.
Al 77′, con un uomo in meno, l’Inter trova il gol che vale la partita: Mkhitaryan innesca Carlos Augusto, che si libera in area e batte Riznyk. San Siro esplode in un boato liberatorio.
Nel finale è ancora Martinez a blindare il risultato con due parate decisive tra l’86’ e l’87’, fino al triplice fischio. Finisce 1-0: un successo sofferto, costruito con il cuore più che con il gioco, che apre nel migliore dei modi il cammino dei nerazzurri in Champions League.
Last modified: Ottobre 23, 2026

