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Incubo West Nile: due nuovi casi in Lombardia

Milano (mercoledì, 30 luglio 2025) — In Lombardia sono emerse due nuove infezioni da virus West Nile trasmesse localmente. Le persone colpite sono una donna di 38 anni residente a Milano e una 66enne di Pavia, attualmente sotto osservazione in ospedale. La notizia è stata confermata dagli organi regionali competenti, che assicurano: “Nessun allarme, la situazione è monitorata”.

di Maria Chiara Bagnato

A tranquillizzare i cittadini è il direttore generale del Welfare lombardo, Mario Melazzini, che ha spiegato come il virus sia ormai stabile sul territorio da oltre dieci anni. «Si tratta di una condizione nota e gestita ogni estate, che nella maggior parte dei casi non richiede cure ospedaliere e si risolve spontaneamente. Come ogni anno, sono già stati messi in atto i protocolli di prevenzione e controllo sul territorio», ha dichiarato.

Nel frattempo il Centro nazionale sangue ha riattivato le misure preventive per le donazioni previste dal Piano nazionale per il contenimento delle arbovirosi. Chiunque abbia trascorso anche una sola notte in determinate province non può donare il sangue se non dopo 28 giorni o previo test NAT.

L’elenco dei territori interessati include diverse aree lombarde: Milano – dove a Rosate è stato identificato un focolaio tra le zanzare – ma anche Pavia, Lodi, Lecco e Varese. I casi segnalati fino a metà luglio, prima di questi ultimi, riguardavano trasmissioni tra insetti e animali in alcune province lombarde, mentre a livello nazionale si contano otto decessi, in Campania, Lazio e un caso in provincia di Novara.

La Regione ha attivato una rete di sorveglianza che coinvolge ATS, Comuni e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, con il supporto dei dipartimenti veterinari per il monitoraggio degli uccelli selvatici, che agiscono da serbatoio del virus.

In alcuni punti strategici sono state installate trappole con richiamo a CO₂, capaci di attrarre le zanzare senza usare fonti luminose. Gli esemplari catturati vengono analizzati ogni due settimane, suddivisi in gruppi omogenei e inviati ai laboratori per accertare l’eventuale presenza del virus.

L’obiettivo del sistema resta quello di intercettare tempestivamente i segnali di diffusione del West Nile e intervenire in modo mirato, riducendo i rischi per la popolazione durante il periodo estivo, quando il virus tende a circolare con maggiore intensità.

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Tag: , , , , Last modified: Luglio 30, 2025
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