Monaco di Baviera (domenica, 1 giugno 2025) — Che fine ha fatto il sogno dei nerazzurri? Ieri sera, venerdì 31 maggio, l’Inter ha visto il proprio sogno diventare un vero e proprio incubo. Davanti ai 75.000 spettatori dell’Allianz Arena, il Paris Saint-Germain ha scritto la storia – la sua prima – travolgendo i nerazzurri con un clamoroso 5-0 che lascia sgomenti e senza appello.
di Maria Chiara Bagnato
La squadra di Simone Inzaghi, arrivata alla finale dopo una cavalcata straordinaria, si è trovata impotente davanti alla furia tecnica e atletica del PSG, che ha finalmente rotto la maledizione della Champions con una prestazione perfetta, quasi irreale.
Bastano 9 minuti a Hakimi per colpire. L’ex interista, in una beffarda ironia del destino, apre le danze con un diagonale chirurgico. Un match che prende una svolta netta: il PSG avanti anni luce tra strategie e gioco di squadra, l’Inter che sparisce in campo.
Il protagonista assoluto è il baby fenomeno Désiré Doué: due gol da veterano, due colpi di genio che fanno vacillare i sogni milanesi. Il resto è poesia calcistica – firmata Kvaratskhelia e Mayulu, con i parigini che giocano sulle macerie di un’Inter confusa, irriconoscibile.
Per i tifosi nerazzurri, accorsi in massa dalla Lombardia e da ogni angolo d’Europa, è un colpo al cuore. La speranza era di un trionfale ritorno tra i campioni d’Europa, tenendo a mente la magia del Triplete nel 2010. E invece, l’Inter è caduta nel modo più doloroso: senza lottare, senza reagire, come intrappolata in un incantesimo stregato.
Lautaro è sparito. Barella ci ha provato, ma da solo non basta. Sommer ha incassato cinque reti senza mai poter davvero opporsi. E su quella panchina, Simone Inzaghi ha vissuto la notte più lunga della sua carriera.
“Una sconfitta durissima. Ma non ci spezzerà. Torneremo più forti.” — Simone Inzaghi, a fine gara
In lacrime, tra coriandoli e abbracci, Luis Enrique ha alzato la Coppa al cielo. Il tecnico del PSG ha dedicato la vittoria alla figlia Xana, scomparsa prematuramente nel 2019: “Questa Champions è per lei. Per tutto ciò che non potrà vedere.”
La delusione è enorme, ma il cammino dell’Inter resta importante. Dopo lo scudetto, questa finale – per quanto amara – segna un passo in avanti sul palcoscenico europeo. Servirà coraggio, lucidità, e un po’ di quella rabbia sportiva che solo certe notti sanno accendere.
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