Milano (domenica, 11 gennaio 2026) – Dopo giorni di attesa, Leonardo Bove ha varcato nuovamente il confine italiano. Il sedicenne, tra le vittime più gravi del rogo scoppiato a Capodanno nella località svizzera di Crans Montana, è stato trasportato ieri presso il Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda.
di Maria Chiara Bagnato
Il trasferimento clinico è stato un’operazione complessa, condotta in una corsa contro il tempo e contro il maltempo. Solo nel pomeriggio, una tregua nelle abbondanti nevicate che hanno colpito Zurigo ha concesso l’autorizzazione al decollo del velivolo di Areu. A bordo, oltre ai medici, era presente anche la madre del ragazzo, Loretta, che non lo ha mai lasciato solo durante il volo verso Milano.
Il quadro clinico di Leonardo rimane estremamente serio: il giovane lotta contro ustioni estese sulla metà del corpo e pesanti complicanze respiratorie dovute ai fumi velenosi. Al Niguarda ritroverà i suoi compagni di classe del liceo Virgilio, già in cura nella medesima struttura. L’ospedale milanese si conferma un avamposto cruciale: in una sola settimana sono stati impiegati oltre un metro quadrato di cute per i primi innesti chirurgici, un impegno che ha spinto la Regione Lombardia a sollecitare con urgenza nuove donazioni di tessuti.
Parallelamente alla battaglia medica, si è accesa una potente scintilla di solidarietà. Il mondo del calcio dilettantistico, con i club Franco Scarioni ed Enotria, ha unito le forze per sostenere le famiglie colpite. Anche il settore cinematografico e televisivo, dove lavora il padre di Leonardo, ha risposto con generosità: una raccolta fondi online ha già sfondato il tetto dei 100.000 euro, promossa anche da personaggi dello spettacolo come Caterina Balivo. Milano si stringe attorno ai suoi ragazzi, in attesa che anche Elsa, l’ultima giovane ancora ricoverata a Zurigo, possa presto rientrare.
Last modified: Gennaio 12, 2026

