Esteri (sabato, 7 giugno 2025) — Un tonfo pesante, uno di quelli che fanno rumore e lasciano il segno. A Oslo, l’Italia è uscita dal campo senza reti, senza punti e, soprattutto, senza certezze. Contro una Norvegia affamata e lucida, gli Azzurri hanno incassato un secco 3-0 che complica il cammino verso il Mondiale 2026 e apre interrogativi profondi sulla tenuta della squadra e sulle scelte tecniche.
di Maria Chiara Bagnato
La gara si è messa subito in salita. Dopo appena un quarto d’ora, Sørloth ha sbloccato il risultato con un colpo di testa preciso, anticipando una difesa italiana lenta e disattenta. Ma il vero incubo è arrivato al 34’, quando il talento di Antonio Nusa ha illuminato il match: slalom tra i difensori, destro secco sotto l’incrocio, e raddoppio servito. Pochi istanti prima del fischio di fine primo tempo, la Norvegia ha messo il punto esclamativo con Haaland, in agguato come un rapace sull’assist perfetto di Ødegaard.
Nel secondo tempo si è vista un’Italia più vivace, ma mai davvero pericolosa. Un colpo di testa di Lucca, ben servito da Udogie, è stato l’unico sussulto offensivo, ma troppo poco per impensierire un attento Nyland. Il cronometro ha solo certificato la disfatta.
Luciano Spalletti, visibilmente provato a fine partita, ha ammesso: «È mancata l’intensità, la voglia di lottare su ogni pallone. Dobbiamo cambiare passo, subito». Parole condivise da Donnarumma, che ha parlato di “prestazione inaccettabile”.
Con questa sconfitta, l’Italia scivola al quarto posto nel girone, mentre la Norvegia vola in testa a punteggio pieno. E ora le prossime partite diventano crocevia: lunedì, contro la Moldova, gli Azzurri dovranno reagire non solo per la classifica, ma per se stessi. Perché l’identità, in questo momento, sembra il primo avversario da battere.
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