Rozzano (mercoledì, 14 maggio 2025) — Un insediamento abusivo trasformato in un villaggio nascosto tra sterpaglie e rovi, a ridosso della tangenziale. Tredici baracche costruite con materiali di fortuna, venti persone, una comunità ai margini ma al centro di sospetti su furti di rame e reati contro il patrimonio. È questo lo scenario che la polizia locale si è trovata di fronte a Ponte Sesto, dove ieri è stato eseguito un intervento tanto delicato quanto necessario.
di Maria Chiara Bagnato
Già nelle scorse settimane le autorità avevano intimato lo sgombero dell’area, teatro di precedenti controlli mirati. Ieri l’azione risolutiva: nessun disordine, tutto è avvenuto nel rispetto delle procedure grazie a un’operazione ben pianificata. All’interno delle baracche — dotate di stufe improvvisate, cucine rudimentali e giacigli — gli agenti hanno trovato prove di un’organizzazione autonoma, ma completamente al di fuori della legalità e delle norme igienico-sanitarie.

In queste ore sono in corso le operazioni di abbattimento delle strutture fatiscenti. Seguiranno la bonifica dell’area e la sua messa in sicurezza per impedire nuove occupazioni. Ma il messaggio è già chiaro: Milano non lascia indietro nessuna parte del suo territorio.
L’amministrazione comunale parla di “segnale forte e necessario” per ristabilire ordine e sicurezza, anche nelle zone più marginali. Le operazioni di monitoraggio continueranno in altri punti critici, con l’obiettivo di prevenire nuovi insediamenti abusivi e restituire ai cittadini spazi sicuri e dignitosi.
È una battaglia contro il degrado che non si ferma. E che, passo dopo passo, ridisegna il volto della città.



