Milano (venerdì, 25 luglio 2025) — Per definire le strategie sociali per i prossimi anni, la Giunta ha approvato il Piano di sviluppo del Welfare 2025-2027, un documento elaborato dall’Assessorato e dalla Direzione Welfare e Salute con il supporto di CERGAS SDA Bocconi e Codici Ricerche. Il Piano nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto la città e i principali soggetti del welfare milanese.
di Maria Chiara Bagnato
Il testo sarà sottoposto al confronto con i Municipi e il Terzo settore per raccogliere osservazioni e suggerimenti. Le eventuali modifiche saranno poi riconsiderate dalla Giunta e, una volta definitive, il Piano sarà adottato dal Consiglio comunale diventando patrimonio condiviso di tutta la comunità.
«Il Piano – spiega l’assessore Lamberto Bertolé – è il risultato di un lavoro corale che ha visto il dialogo con il Terzo settore e gli attori che operano quotidianamente nei quartieri di Milano. È una guida che indica la direzione delle politiche sociali future, senza dimenticare quanto costruito negli anni precedenti e tenendo conto dei rapidi cambiamenti in atto».
Nel documento, che si sviluppa su 84 pagine, viene analizzata l’evoluzione demografica di Milano, evidenziando i cambiamenti nei bisogni sociali. La città sta infatti vivendo un progressivo invecchiamento: gli anziani over 65 rappresentano il 20% della popolazione e l’età media è salita a 46 anni. Questo fenomeno è legato sia al calo delle nascite che all’aumento degli anziani, compresi i cittadini stranieri, ora il 21% della popolazione.
Questi cambiamenti pongono importanti sfide al sistema di welfare. Si stima che circa 78mila persone anziane siano in condizioni di non autosufficienza, con il peso principale delle cure sulle famiglie caregiver. Le strutture residenziali, pur più sviluppate rispetto alla media nazionale, non riescono a soddisfare tutte le esigenze. La situazione è aggravata dall’aumento della solitudine e dal crescente numero di persone che vivono da sole. Questi fattori influenzano anche la diffusione di problematiche legate alla salute mentale e alla disabilità, con oltre 48mila persone con disturbi depressivi e circa 62mila con disabilità.
Il Piano sottolinea la necessità di un welfare di prossimità, basato sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche e Terzo settore. Sono state avviate otto coprogettazioni per affrontare temi quali la povertà estrema, la salute mentale, l’inclusione sociale e la lotta alle discriminazioni, coinvolgendo 200 realtà del Terzo settore. Questi processi valorizzano la cooperazione tra pubblico, associazioni, università, fondazioni e imprese.
«Al termine di questo percorso – conclude Bertolé – proponiamo quattro priorità per il futuro: tutelare i più fragili, ampliare l’offerta di servizi, garantire l’accessibilità alle opportunità e combattere la solitudine promuovendo reti sociali e momenti di aggregazione. Confermiamo inoltre l’importante impegno economico del Comune, con oltre un miliardo investito negli ultimi quattro anni e ulteriori 24 milioni stanziati per il 2025, consapevoli che la collaborazione con tutte le realtà cittadine sarà fondamentale per il successo del welfare».
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