Milano (lunedì, 13 ottobre 2025) — Un anonimo appartamento di edilizia popolare si è rivelato una vera e propria base logistica per l’assemblaggio e la vendita di abbigliamento contraffatto. È quanto hanno scoperto nei giorni scorsi gli agenti del GOAC (Gruppo Operativo Anti Contraffazione) della Polizia Locale di Milano, intervenuti all’interno di uno stabile Aler in via Abbiati, nel quartiere San Siro.
di Maria Chiara Bagnato
All’interno del bilocale, tra scaffali e armadi stipati di merce, gli agenti hanno trovato circa 4.000 capi d’abbigliamento, ordinatamente suddivisi per categoria e pronti per la vendita, oltre a migliaia di cartellini falsi con marchi e prezzi contraffatti. L’appartamento fungeva da punto di rifornimento per diverse attività di commercio abusivo sparse in città.
“È necessario bloccare la commercializzazione di prodotti contraffatti – ha dichiarato il comandante della Polizia Locale Gianluca Mirabelli – perché frutto di una filiera di malaffare, oltre che non rispettosi dell’autenticità e del commercio regolare. Per questo siamo impegnati su questo fronte”.
L’operazione è nata da una precedente indagine che ha portato gli investigatori a concentrare l’attenzione sull’abitazione. A vivere nell’appartamento era un cittadino senegalese di 47 anni, identificato come D.P.F., irregolare sul territorio italiano, insieme alla moglie e alla figlia minore.
L’uomo è stato indagato a piede libero per i reati di contraffazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione (artt. 473 c.1, 474 c.2 e 648 c.p.). L’intera merce, del valore stimato di circa 20.000 euro, è stata sequestrata e sottoposta a sequestro penale.
Last modified: Ottobre 14, 2025

