Milano (giovedì, 4 settembre 2025) — Giorgio Armani si è spento all’età di 91 anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo della moda e dell’imprenditoria italiana. Fondatore nel 1975 della celebre casa di moda che porta il suo nome, Armani era considerato uno dei massimi rappresentanti del made in Italy, capace di trasformare l’eleganza in uno stile universale, riconosciuto in tutto il mondo.
di Maria Chiara Bagnato
Nato a Piacenza nel 1934, lo stilista aveva festeggiato il suo 91° compleanno l’11 luglio scorso. L’estate era stata segnata da alcune difficoltà di salute, che lo avevano tenuto lontano per la prima volta dalle sfilate di Milano e dalla passerella Armani Privé a Parigi, pur continuando a seguire i progetti aziendali da dietro le quinte.
Secondo quanto comunicato dalla sua azienda, Armani è morto serenamente, circondato dai suoi cari, dopo aver lavorato fino agli ultimi giorni a collezioni, progetti e nuovi sviluppi. “Ha costruito una visione che dalla moda ha saputo espandersi a ogni ambito del vivere,” si legge nella nota ufficiale, “guidato da curiosità, concretezza e attenzione alle persone”.
La sua carriera iniziò da vetrinista alla Rinascente di Milano, dopo aver abbandonato gli studi in medicina. Fu poi Nino Cerruti a notare il suo talento, affidandogli il design per la Hitman. Nel 1975, insieme al socio e compagno Sergio Galeotti, fondò la Giorgio Armani S.p.A., dando vita a un impero oggi attivo anche nei settori della ristorazione e dell’hotellerie, con un fatturato annuo di 2,3 miliardi di euro.
La camera ardente sarà aperta sabato 6 e domenica 7 settembre presso l’Armani/Teatro in via Bergognone 59, a Milano, dalle ore 9 alle 18. I funerali, come da volontà del fondatore, si svolgeranno in forma privata.
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