Milano (martedì, 26 agosto 2025) — Lo sconto di 30 milioni di euro concesso a Milan e Inter nell’ambito della cessione dello stadio San Siro accende lo scontro politico in città e provoca tensioni nella coalizione che sostiene il sindaco Beppe Sala.
di Maria Chiara Bagnato
La riduzione del prezzo – da 197 milioni, inizialmente stimati dall’Agenzia delle Entrate, a 160 milioni – sarebbe legata all’applicazione di una clausola prevista dalla legge sugli stadi, secondo cui le spese di bonifica ricadrebbero sul Comune di Milano. Una mossa che, secondo l’opposizione, rappresenta un cedimento inaccettabile da parte dell’amministrazione.
Le prime crepe nella maggioranza non si sono fatte attendere. I partiti di minoranza colgono l’occasione per lanciare un messaggio forte: “Chi non condivide questa scelta dovrebbe non partecipare al voto di settembre sul dossier stadio. Serve un segnale netto: Sala ha perso la fiducia della sua stessa squadra”.
Tra i più critici, il consigliere di Europa Verde Carlo Monguzzi, che parla di un “regalo ai fondi immobiliari”. Ancora più diretto Enrico Fedrighini del Gruppo Misto: “Uno sconto del genere, se confermato, renderebbe questa operazione una svendita senza trasparenza. Non è accettabile. Ci vediamo in aula”.
Il Consiglio comunale di settembre si preannuncia teso. E il futuro di San Siro, uno dei simboli di Milano, potrebbe diventare il nodo politico più delicato dell’autunno.
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