Legnano (martedì, 3 giugno 2025) — In occasione della Festa della Repubblica, il sindaco Lorenzo Radice ha tenuto un discorso forte e sentito davanti ai cittadini riuniti per le celebrazioni del 2 giugno. Un richiamo alla Storia, ma soprattutto un invito a guardare al presente e al futuro della democrazia.
di Maria Chiara Bagnato
In occasione della Festa della Repubblica, il sindaco Lorenzo Radice ha tenuto un discorso forte e sentito davanti ai cittadini riuniti per le celebrazioni del 2 giugno. Un richiamo alla Storia, ma soprattutto un invito a guardare al presente e al futuro della democrazia.
Il sindaco ha ricordato come il referendum del 1946, che sancì la nascita della Repubblica e l’estensione del diritto di voto anche alle donne, sia uno dei pilastri della nostra identità democratica. Ma ha anche avvertito che il solo avere istituzioni democratiche non basta.
“La democrazia è un processo continuo, un cammino mai concluso”, ha detto Radice. E ha lanciato un appello chiaro: “Oggi, con la partecipazione elettorale ai minimi storici, dobbiamo riconoscere che meno partecipazione significa meno democrazia”.
Con riferimento ai referendum in programma il prossimo fine settimana, il sindaco ha criticato l’invito all’astensionismo, soprattutto quando arriva da rappresentanti delle istituzioni:
“Votare è un diritto conquistato, ma anche un dovere civico, come recita l’articolo 48 della Costituzione”.
Radice ha poi evidenziato la rilevanza dei cinque quesiti referendari: quattro riguardano il lavoro, un tema che definisce l’identità della Repubblica; il quinto, la cittadinanza, potrebbe restituire piena dignità a oltre un milione di persone che vivono da anni in Italia ma non hanno ancora diritti politici.
“Nelle scuole di Legnano i bambini parlano e sognano in italiano, eppure non sono considerati italiani. È una questione di uguaglianza e giustizia sociale”, ha affermato il sindaco.
Citazioni di Piero Calamandrei e della preside fiorentina che denunciò l’indifferenza dopo un pestaggio politico hanno chiuso il discorso. Il messaggio finale è stato un invito semplice ma potente:
“Fatelo come volete, ma partecipate. Viva il 2 giugno, viva la Repubblica, viva la Costituzione.”
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