Milano (lunedì, 9 febbraio 2026) – Una mountain bike arancione utilizzata come arma per colpire e fuggire. È questo il dettaglio che ha tradito un cittadino marocchino di 28 anni, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Milano per una serie di rapine seriali. L’uomo, coordinato nelle indagini dalla Procura della Repubblica, è accusato di aver seminato il panico tra i passanti lo scorso ottobre, agendo con una spietatezza che non ha risparmiato nemmeno una donna ultraottantenne.
di Maria Chiara Bagnato
Il modus operandi ricostruito dagli agenti del Commissariato Quarto Oggiaro rivela la natura predatoria del giovane. In sella al suo riconoscibile velocipede, l’aggressore puntava le vittime alle spalle, strappando con violenza le collane d’oro prima che potessero reagire. Due i casi accertati dagli inquirenti: un tentativo di furto ai danni di un’anziana e una rapina consumata su una trentenne, episodi avvenuti a soli due giorni di distanza l’uno dall’altro.
La svolta nelle attività investigative è giunta dall’analisi incrociata delle denunce. Nonostante le vittime non avessero legami tra loro, i racconti convergevano su un unico identikit: un uomo di origine nordafricana, vestito di scuro e caratterizzato da quella bicicletta vistosa che è diventata la sua firma criminale. Il cerchio si è chiuso grazie all’esame accurato dei filmati di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di mappare gli spostamenti del rapinatore.
Dopo essere stato individuato durante un pattugliamento, il ventottenne è stato inchiodato dal riconoscimento fotografico effettuato dalle donne colpite. Il provvedimento restrittivo gli è stato notificato direttamente nella Casa Circondariale di Mantova, dove si trovava già detenuto.
Last modified: Febbraio 10, 2026

