Sesto San Giovanni (domenica, 27 luglio 2025) — La città non arretra: rilancia. In un’Italia che invecchia e si svuota, la “Stalingrado d’Italia” di un tempo si sta trasformando in una città giovane, produttiva e attrattiva. Dal 2017, Sesto ha intrapreso un percorso ambizioso, volto alla continua crescita.
di Maria Chiara Bagnato
La svolta è partita da un’operazione che ha fatto rumore: oltre 1.600 residenze fittizie cancellate grazie a una sistematica verifica anagrafica. Un intervento che ha ridato credibilità ai servizi pubblici e ha ridotto il numero degli stranieri irreperibili, spesso legati a situazioni ai limiti della legalità. “Abbiamo voltato pagina – spiega il sindaco Roberto Di Stefano – e ora Sesto premia il merito e chi rispetta le regole”.
Ma non è solo questione di ordine. Sesto attrae. Soprattutto i giovani. La fascia 15-35 anni è in crescita rispetto al 2017, così come i redditi: l’imponibile IRPEF medio è salito da 23.000 a oltre 28.000 euro in sette anni. Più qualità, più stabilità.
Anche l’economia locale racconta una storia diversa da quella di molte periferie urbane in crisi: oltre 5.300 partite IVA e imprese attive, con 28.276 addetti al 31 dicembre 2024, in aumento di 1.745 unità rispetto all’anno precedente (+6,57%).
“Non è fortuna, ma il frutto di scelte politiche chiare e coraggiose – sottolinea Di Stefano – abbiamo messo ordine, favorito chi lavora e investe, costruito una città che guarda avanti. Le polemiche non ci fermano: sono i numeri a darci ragione”.
Tra nuove famiglie, studenti, professionisti e imprese, Sesto San Giovanni si sta ripensando. Non più solo città-dormitorio, ma centro vivo, dinamico e competitivo.
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