Rho (domenica, 18 gennaio 2026) – In un momento storico in cui i conflitti tornano a minacciare la convivenza civile, la città di Rho ha scelto di celebrare il coraggio di chi si oppose alla tirannia. Il 17 gennaio 2026, con la partecipazione dell’arcivescovo Mario Delpini, è stata aperta al pubblico la rassegna “Ribelli per amore”, un omaggio ai religiosi che vissero il dramma dei campi di sterminio e l’impegno della Lotta di Liberazione.
di Maria Chiara Bagnato
L’esposizione, curata da Carmen Meloni con il contributo di Guido Lorenzetti, documenta la spietata repressione operata dal Terzo Reich contro il clero dissidente. Molti sacerdoti, identificati dal triangolo rosso dei prigionieri politici, vennero ammassati nel settore penitenziario di Dachau, subendo martirii e umiliazioni atroci. Le vicende di figure come don Andrea Reiser o del beato Giuseppe Girotti non sono solo cronache di sofferenza, ma atti di una precisa volontà politica: impedire che la barbarie cancellasse la dignità dell’uomo.
Monsignor Delpini ha evidenziato come questa Resistenza spirituale affondasse le radici in una Chiesa profondamente connessa al proprio territorio. Anche nel contesto rhodense, l’azione dei preti fu fondamentale per mediare la pace nei giorni decisivi della fine del conflitto, proteggendo la popolazione dai pericoli della transizione. La loro testimonianza dimostra che il cristianesimo, lontano da ogni passività, è stato un autentico motore di libertà.
Il sindaco Andrea Orlandi ha ribadito che coltivare il ricordo di questi eroi funge da scudo contro l’odio e i nuovi autoritarismi. In un’epoca dove i diritti fondamentali sono spesso messi in discussione, l’esempio di chi ha lottato contro la degradazione umana rimane un punto di riferimento per i giovani.
La mostra, visitabile presso l’Official Point fino al 31 gennaio, invita a non abbassare la guardia, ricordando che la difesa della libertà richiede una scelta di campo quotidiana.
Last modified: Gennaio 20, 2026

