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Polemiche e tensioni a Palazzo Marino: rinviata la mozione contro il gemellaggio con Tel Aviv

Milano (lunedì, 6 ottobre 2025) — Nel capoluogo lombardo, dopo un dibattito durato quasi tre ore, il consiglio comunale non è riuscito a concludere la votazione su una mozione che proponeva la sospensione del gemellaggio tra la città e Israele. La seduta si è interrotta perché, a causa dell’uscita dall’aula di consiglieri del centrodestra e dei Riformisti, è venuto meno il numero legale necessario per procedere.

di Maria Chiara Bagnato

La mozione, sostenuta da buona parte della maggioranza con in prima linea i Verdi, il Partito Democratico e il consigliere Marco Fumagalli della lista Sala, chiedeva inizialmente una presa di posizione netta contro le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale attribuite a Israele. Tuttavia, prima che si potesse arrivare al punto più controverso, ovvero la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv, la maggioranza si è frantumata, bloccando il voto.

La discussione ha scatenato forti reazioni tra il pubblico e i consiglieri. Numerosi cittadini presenti, molti indossando la kefiah, hanno espresso il loro dissenso con cori accesi e slogan come “Vergogna, buffoni, dimissioni” e “Palestina libera dal fiume al mare”. I momenti di tensione sono stati soprattutto rivolti verso i consiglieri dei Riformisti, della lista Sala e il capogruppo di Fratelli d’Italia, Riccardo Truppo. La presidente dell’aula, Elena Buscemi, ha più volte richiamato alla calma per garantire il regolare svolgimento della seduta.

All’esterno di Palazzo Marino, invece, si è svolto un presidio con la partecipazione di alcune decine di manifestanti, tra cui rappresentanti di Potere al Popolo e sindacati di base, che hanno sostenuto la mozione e richiesto l’interruzione dei rapporti con Israele.

La mozione era stata inizialmente presentata dalla consigliera dei Verdi, Francesca Cucchiara, ma a seguito di una mediazione interna è stata integrata con la proposta di Carlo Monguzzi, che chiedeva una netta condanna del “genocidio” in corso. Monguzzi ha poi accettato di essere primo firmatario insieme a Cucchiara.

Il testo tornerà all’ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale, previsto per lunedì, con l’obiettivo di superare le divisioni e completare la votazione.

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Last modified: Ottobre 7, 2025
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