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Omicidio di Giulia Tramontano: confermato l’ergastolo per Impagnatiello, esclusa la premeditazione

Milano (mercoledì, 25 giugno 2025) — Il 25 giugno 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la condanna all’ergastolo per Alessandro Impagnatiello, ritenuto colpevole dell’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi al momento della tragedia avvenuta nel maggio 2023 a Senago, nella provincia di Milano.

di Maria Chiara Bagnato

La sentenza di secondo grado ha escluso l’aggravante della premeditazione, pur mantenendo quelle relative alla crudeltà e al rapporto di convivenza tra le due vittime. In primo grado, Impagnatiello era già stato condannato all’ergastolo, con l’aggiunta di tre mesi di isolamento diurno e un risarcimento di 700 mila euro destinato alla famiglia della vittima.

Le indagini e il processo avevano evidenziato come l’uomo avesse pianificato l’omicidio per diversi mesi, effettuando ricerche su sostanze velenose fin da dicembre 2022, subito dopo aver scoperto della gravidanza della compagna. Il movente principale sarebbe stato la volontà di liberarsi della donna e del bambino per poter proseguire indisturbato una relazione parallela. La Corte ha sottolineato la particolare crudeltà del delitto, anche per il fatto che la vittima fosse in attesa di un bambino.

La famiglia Tramontano, pur riconoscendo la sofferenza irreparabile, è rimasta composta anche dopo la conferma della pena. Particolarmente commossa, la madre di Giulia ha evitato di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti: “Preferisco non dire nulla, questo gliel’ho promesso”. Dall’altra parte, la difesa di Impagnatiello ha accolto positivamente l’esclusione della premeditazione, che potrebbe incidere sulla durata complessiva della pena.

Il caso ha riacceso il dibattito pubblico sulla necessità di una maggiore attenzione e prevenzione contro la violenza di genere.

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