Milano (lunedì, 5 maggio 2025) — La Procura di Milano ha eseguito sei arresti nell’ambito di una nuova tranche dell’inchiesta che da mesi scuote il mondo ultras di Inter e Milan. Le accuse sono gravi: estorsione, usura, gestione illecita dei parcheggi attorno allo stadio San Siro e controllo abusivo di attività economiche legate al flusso di tifosi durante le partite.
di Maria Chiara Bagnato
Le misure cautelari sono state emesse dopo mesi di indagini serrate coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati, legati ad ambienti ultras delle curve Nord e Sud, avrebbero messo in piedi un vero e proprio sistema di racket attorno allo stadio, imponendo il pagamento di un “pizzo” per l’occupazione di posteggi e per il commercio ambulante, oltre a interferire nella distribuzione di biglietti e merchandising.
Le autorità parlano di un sistema ben strutturato, capace di esercitare pressioni violente e minacce verso chiunque ostacolasse l’organizzazione. Tra le attività sotto controllo ci sarebbero anche appalti informali di servizi di catering all’interno e nei pressi dello stadio.
Questi sei arresti si aggiungono a quelli già avvenuti nel 2024, che avevano coinvolto figure di spicco come Luca Lucci (Curva Sud Milan) e Renato Bosetti (Curva Nord Inter), già sotto inchiesta per associazione a delinquere di stampo mafioso.
Il filone investigativo punta a fare luce sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo ultras, con particolare attenzione ai legami con la ‘ndrangheta calabrese. Le autorità non escludono nuovi sviluppi e ulteriori provvedimenti.
La vicenda solleva ancora una volta interrogativi pesanti sulla capacità delle società calcistiche di controllare le proprie tifoserie organizzate e sulla permeabilità del calcio a dinamiche criminali.
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